Verso Amsterdam…attraverso il passato, per interpretare il presente, per affrontare il futuro(diario di viaggio di Alexandra d’Oria de Polignac)-6

Alessandria 16 ottobre

Mi sento un po’ triste. Pesanti nuvole coprono il cielo…non vedo il sole da giorni, e spesso piove.

Alessandria sembra essere una città tranquilla. Ci sono molte ordinanze municipali che vietano agli stranieri anche di respirare. Non si può tagliare la legna dalla foresta qui vicino, non si può commerciare senza l’autorizzazione del sindaco.

Sono stata raggiunta da una lettera di Gabriel…adoro mio figlio. Ho perso gli anni più belli della sua vita…eppure non sento questa mancanza. L’ho ritrovato proprio come ho sempre desiderato che fosse.

Mi racconta di Siena… i manonera sono sempre più. Non potevo fare il prefetto per sempre. Sono la donna che li ha tenuti bloccati per mesi nelle città dov’erano finiti dopo l’ultima guerra….sono la donna che li ha portati all’esasperazione. Ora che ci penso è come se mi fossi vendicata. E mi è piaciuto farlo. Ci hanno rovinato l’esistenza. Gli ho reso pan per focaccia. Ma in realtà era solo una strategia. Tenerli buoni a Siena, perché nelle altre città e soprattutto Grosseto non c’era una buona capacità difensiva. A Siena sì. A Siena c’eravamo noi, c’ero io con le mie spie, che mi avvisavano prima che assaltassero, così che avrei potuto dare l’allarme, proprio come è accaduto, così che Sophy e Eriti si potessere mescolare a loro, così da fargliela sotto il naso. Io sono il prefetto che ha bloccato numerosissimi arrivi dei loro. Io sono il prefetto che ha dato il via libera per andare da Siena a Grosseto  a Secret angel”la donna del capo manonera”, quella che potrebbe essere definita la mia nemesi, e che non le avrebbe mai torto un capello se fosse partita.

La guerra…mi ci ero quasi abituata. Se non fosse stato per il dietrofront degli uomini di Aristotele.

I manonera sono scomodi? Scomunchiamoli.

I manonera potrebbero tornarci utili…ricomunichiamoli.

Semplice no?

Maledezione. Quanto siamo stati stupidi. D’ora in poi sarò solo il soldato di me stessa.

In questo Merovingius e compagni avevano ragione. Ho avuto modo di scambiare due parole con un maresciallo dei loro. La verità è che siamo tutti stati pedine in quell’enorme scacchiera che è la Repubblica di Siena. E non a caso forse i colori rappresentativi che caratterizzano anche il blasone sono il bianco e il nero.  Manovrati per il sollazzo di chi dovrebbe indicarci la via.

Spero che mia madre non debba mai sopportare il dolore di leggere queste parole…è cresciuta con un educazione prettamente aristotelica, la stessa che poi ha impartito a me. Non si azzarderebbe mai ad alzare il capo contro i potenti della chiesa, anche se pensasse che fosse giusto. Io no. Mi  è già capitato quand’ero a Siena di sollevare polemiche ed esprimere il mio pensiero. Confesso che ho faticato ad usare molto tatto.

E’ un discorso delicato e si rischia la scomunica. Con conseguente perdita dei titoli nobiliari e vanificazione di ogni giuramento fatto. Ogni cosa si basa sull’aristotelismo. Ma questo non l’ha certo deciso Aristotele ma coloro che dovrebbero limitarsi a diffondere la sua parola, e non immischiarsi in giochi di potere solo perché magari si annoiano in una grigia giornata di pioggia e le prostitute tardano ad arrivare. Il problema è che an che loro sono uomini. Uomini assolutamente non in grado di scindere la loro natura temporale da quella spirituale. Non ho prove di quello che dico e penso, ma so che è così. Basta interpretare i fatti che sono lì e si mostrano chiari ai nostri occhi, supportati dalle confessioni delle mie spie che riportano alle mie orecchie i discorsi nella loro caserma. Io so, ma non posso dimostrarlo, se non mettendo in pericolo le mie stesse spie, rischiando di mandare a monte quest’unico canale d’informazione anticipata che possiedo. Posso solo sfruttare ciò che so per preparare un’adeguata reazione.

Di prevenzione, finché ci sono i martelli aristotelici di mezzo, non se ne parla.

Verso Amsterdam…attraverso il passato, per interpretare il presente, per affrontare il futuro(diario di viaggio di Alexandra d’Oria de Polignac)-6ultima modifica: 2011-03-05T16:02:52+01:00da stillfreeldb
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