Verso Amsterdam…attraverso il passato, per interpretare il presente, per affrontare il futuro(diario di viaggio di Alexandra d’Oria de Polignac)-10

Lausanne XXII giorno del X mese dell’anno 1458

 

 

Sulle tue labbra

del giorno assaporo ogni momento…

Dall’alba che risveglia ogni cosa…tranne il mio desiderio per te, quel fuoco…che non si è mai spento.

Il lago ci specchia abbracciati…

Dimentico il mondo….

Ogni tua carezza …

per me vale più di mille sogni sperati.

La sera ci avvolge….  e ancora

non desidero nient’altro che …

…tra le tue braccia addormentarmi

…. nei tuoi occhi risvegliarmi

sia di nuovo l’ora.

 

E’ stata una giornata meravigliosa…siamo giunti a Losanna stanotte, e appena ci siamo sistemati mi sono addormentata. Ci fermeremo qui qualche giorno, G ha avuto un incidente durante una battuta di caccia ieri e ha bisogno di riposare.

Ho riaperto gli occhi e lui era lì, con un vassoio pieno di cose buone per la colazione. Mi vizia…mi fa sentire una principessa. Crostini di formaggio di mucca, latte, focaccine di mais e pancetta, biscotti al miele e…un dolce bacio sulle labbra.

Mi chiedo se sia possibile innamorarsi ogni giorno della stessa persona. Ogni giorno  una novità, un piacere. Mentre mangiavo mi ha letto la lettera che avrebbe poi spedito a Iselda, la futura sposa di suo fratello Ferdinando, nonchè una delle mie migliori amiche. Ho molta stima di lei. L’ho avuta sin da subito, ho come un sesto senso per capire quasi immediatamente chi mi trovo di fronte.

Terminata la colazione mi ha detto che aveva intenzione di andare a trovare G e il Carmagnola nell’altra stanza…non ho resistito, la luce del mattino gli illumina il viso in maniera così…affascinante che impulsivamente l’ho attirato a me, invitandolo nel letto in cui fino a qualche ora prima eravamo crollati senza neanche accorgercene. Le nostre membra si sono unite…più e più volte, trasformata dal desiderio, mi sembrava di non averne mai abbastanza, finchè le forze non ci hanno abbandonati, lasciandoci sazi, stretti l’uno all’altra, tra le braccia di morfeo.

Riapro gli occhi, ed è già pomeriggio….Lui si sveglia sempre prima di me, e come un ospite si muove silenzioso, e spesso ne approfitta per scrivere. L’ultima lettera è stata per nostro figlio.

Ascoltarlo mentre mi legge ciò che gli scrive mi provoca sempre un moto di commozione…dalle le sue parole traspare quella dolcezza apprensiva che solo un padre nei confronti di suo figlio può avere.

Abbiamo passato il resto del pomeriggio sulle rive del lago, che pare si chiami Lemano. Il piccolo paese si divide praticamente in due : c’è una parte più alta, in pendenza, e la parte in riva al lago, dove ci sono per lo più mercanti e bottegai….le cime aspre dei monti innevati che si stagliano sull’altra riva e si specchiano in esso ti tolgono il fiato, Tornando abbiamo sbagliato strada, ma niente accade per caso, e dopo aver attraversato l’ennesimo ponte ci siamo trovati ad ammirare in tutta la sua imponenza la cattedrale di Notre Dame…abbiamo continuato, sempre in salita, e ci siamo ritrovati di fronte ad un castello, che ci dicono si chiami Beaulieu.

Paesaggi mozzafiato, mi riempionoil cuore d’ispirazione…sto facendo di tutto per imprimere ciò che vedo e che sento al meglio che posso, ho il terrore di dimenticare quanto sta accadendo. Ho paura di svegliarmi e di accorgermi che è solo un sogno, catapultata nella realtà più crudele.

Abbiamo cenato in una piccola e accogliente locanda , consigliata ad Alessandro dalla mercante a cui ha comprato il formaggio di mucca…Che dire…è tutto nella poesia che gli ho dedicato. Tutta questa ispirazione da qualche parte deve pur sfociare…e quale sfogo migliore se non una dedica a colui che è la mia vera musa ?

Alessandro de Polignac, Barone di Roccalbegna, Comandante delle Tigri di Siena..Je t’aime, come si dice da queste parti. Ti amo.

Verso Amsterdam…attraverso il passato, per interpretare il presente, per affrontare il futuro(diario di viaggio di Alexandra d’Oria de Polignac)-10ultima modifica: 2011-03-09T16:05:00+01:00da stillfreeldb
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