Verso Amsterdam…Riflesso

 

Viva.

Dopo tanto mutare del mio corpo attraverso gli anni e le vicende che l’hanno segnato ritrovo un rinnovato vigore.

La febbre mi ha abbandonata.

Lui è ancora qui. Quale sia stato sogno e quale realtà…chi può dirlo. Lui, l’unica certezza.

Anche se al momento lo sento lontano.

Sono sola nella stanza. Una tinozza riempita d’acqua calda, m’invita ad immergermi.

In piedi davanti alla lastra di metallo lucidato lascio sfilare la bianca veste da notte che velocemente si adagia ai miei piedi. Osservo la mia nudità riflessa nella lastra.

Seguo con l’indice la cicatrice della ferita che comincia appena sotto il seno sinistro, e scende lungo il fianco.

Dolcemente accarezzata dalla lama del mio nemico. La mia storia, è scritta,  disegnata sul mio corpo.

Una seconda cicatrice sulla spalla. Ancora la lama del nemico che segna la mia pelle rosea, ad un primo sguardo delicata, ma allo stesso tempo dura corazza prigioniera del mio orgoglio, e del mio istinto…che ancora, nonostante tutti questi anni non oso definire.

Segni di quella che è stata una gravidanza mi fanno sorridere, mi avvicino alla lastra per cercare di carpire gli stessi segni di maternità, però nei miei occhi. E’ passato tanto tempo….mi decido ad entrare nella tinozza, il contatto con l’acqua calda, mi da modo di avvertire il contrasto che c’è con l’aria fredda della stanza della locanda.

Brividi.

Seduta mi stringo nelle ginocchia, e son di nuovo bambina, abbandono .

Un lasso di tempo indefinito mi lascia rilassata nella tinozza piena d’acqua calda.

Ne uscirò nuova, sono pronta a riprendere il viaggio.

 

Verso Amsterdam…Riflessoultima modifica: 2011-03-15T15:58:00+01:00da stillfreeldb
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