Verso Amsterdam…Brindo a te Vita mia(ode ad Alessandro de Polignac)

Come isolati dal resto del mondo ci deliziamo del lauto banchetto che la taverna ci offre.

Carne.

Assaporo ogni boccone lentamente, sfido me stessa a resistere evitando di inghiottire frettolosamente,  rimandando il senso di soddisfazione. Sono veramente capace di dominare il desiderio?

Frutta.

Il palato addolcito reagisce al contrasto regalandomi la curiosità di sentirne il sapore sulle sue labbra.

Ne morde un pezzo direttamente dalle mie mani, ridiamo mentre la situazione si capovolge.

Continuando a ridere sommessamente ritrovo il perfetto equilibrio tra pudore e sfrontatezza che da sempre fa parte di noi.

Vino.

Brindo a te Vita mia. Mia più grande fonte d’ispirazione.

Il flautato calore infuso dalla coppa ci avvolge, colora le nostre gote e ci rende liberi da ogni sorta di inibizione.

Ridiamo ancora.

Di ciò che accade, di ciò che potrebbe accadere.

Di quanta fiducia si possa riporre in chi non conosci realmente, così tanto da diventare ciechi.

Di quanto si possa mancare di amor proprio e orgoglio a tal punto da rinunciare a combattere per il quieto vivere.

Di quanto si possa essere maledettamente bravi a nascondere la propria essenza per raggiungere i propri scopi.

Di quanto anche a giochi conclusi, con esito già deciso, la speranza che anche solo una parola possa mutare il corso degli eventi, fatichi a morire.

Perché le parole di un malvagio dormono nelle orecchie dello sciocco.*

Gli dono un sorriso spolverato di malizia quel tanto che basta a fargli capire.

Salendo in stanza i nostri baci si rincorrono, le nostre mani si cercano.

Un improvviso vociare proveniente da un punto poco illuminato del corridoio attira la nostra attenzione.

Trattengo il fiato e rimaniamo immobili, le mie mani sul suo petto.

Il cuore che batte forte sotto le mie dita.

Restiamo in ascolto.

S’il vous plaît pardonnez-moi … Je lui était indifférent … peut-être vous ne voulez pas …
Ssshh … mais je voulais …
-Etes-vous sûr?
-sûrement ..
Je pourrais mettre en danger
-Je n’aime pas**

Osare con sicurezza. Non c’è nulla di più affascinante dell’alchimia che scaturisce da ciò che ci hanno insegnato a considerare proibito. Una carezza riporta la nostra attenzione l’uno sull’altra.

Il suo nome sussurrato, il mio respiro affannato, scompaiono sulle sue labbra.

L’impercettibile musica intreccio  di due anime si libra nell’aria e non c’è parola che sia stata inventata che possa definire il totale e completo abbandono.

Rapita.

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*cit. Shakespeare

**ti prego perdonami …sono stato avventato…forse tu non volevi…

Ssshh…e invece volevo…

Ne sei sicura?

certamente..

Potrei metterti in pericolo

Non mi interessa

Verso Amsterdam…Brindo a te Vita mia(ode ad Alessandro de Polignac)ultima modifica: 2011-03-23T17:24:39+01:00da stillfreeldb
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