Verso Amsterdam…Il soldato di me stessa

E adesso che sei cosciente di noi

Dell’intesa perfetta

Delle parole che non servono

E adesso che sai

Che anche se non mi stai guardando

Sai esattamente a cosa sto pensando

Adesso

Che puoi leggermi come se fossi un libro

Che del segreto custodisce la mia essenza

Sii libero di riempire le pagine vuote

E gli spazi bianchi dell’anima

Perché a te son dedicati…

Te li affido, perché li hai conquistati.

 

Il profumo delle focacce allo zenzero ancora calde invade la stanza.

Mentre leggo la lettera che mi è stata consegnata facendo attenzione a tradurre bene mentalmente ogni parola  si avvicina  al mio viso con una focaccina in bocca, smetto di leggere, lo guardo sorridendo e ne mordo un pezzo.

Viviamo ogni momento con la leggerezza di due bambini, ma con la consapevolezza di due adulti.

Torno a concentrarmi sulla lettera.

E’ il prefetto che risponde ad una mia precedente e faticosa richiesta: ci ha vietato di soggiornare in capitale.

Sto pensando che dovremmo dargli un serio e veritiero motivo per  fare quello che ha fatto.

bonjour,

Malheureusement je me doit de refuser votre demande.

La situation […]est préoccupante et nous ne préférons pas prendre de risque.

Amicalement.

Amicalement un piffero.

In questi casi non si può far altro che arrabbiarsi prima, rassegnarsi e comprendere poi.

Gli spiego cosa dice, Lui si arrabbia quanto e forse più di me…mentre sono già nella fase della rassegnazione.

Un altro morso e forse passerò alla comprensione.

Detesto trovarmi dall’altra parte, detesto che sia qualcun altro che io non abbia scelto di servire a decidere delle mie azioni.

Ma tutto deve avere un equilibrio, sta a noi decidere se rispettarlo o romperlo.  Siamo ospiti, non siamo stati trattati come tali, ma ci comporteremo come tali.

Il modo in cui siamo stati educati ci impone di rispettare quest’ordine, fin ora l’abbiamo fatto, e abbiamo scelto di combattere per difenderlo.

A prescindere dal fatto che sia stato giusto oppure no.

L’esperienza invece mi ha insegnato che non esiste giusto o sbagliato, valori assoluti:  esistono solo interessi e punti di vista.

Le nostre mani, le nostre spade, si sono più volte macchiate di sangue per difendere interessi e punti di vista.

Un soldato obbedisce.

In silenzio.

Sìssignore.   Agl’ordini Signore.

Convinto che la tua spada difende un ideale alto, e invece difende null’altro che una maschera.

Una maschera sostenuta esclusivamente dalla tua spada.

Per questo, ho giurato che l’unico punto di vista sarà il mio.

Sarò, d’ora in poi, il soldato di me stessa.

Fianco a fianco, Per ciò in cui crediamo.

Perché i nostri punti di vista in realtà diventano uno solo.  Le nostre spade faranno cadere quella maschera…

Vita mia…a noi due.

 

 

Verso Amsterdam…Il soldato di me stessaultima modifica: 2011-03-26T11:39:21+01:00da stillfreeldb
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