Verso Amsterdam…La mia rabbia addormentata

La mia schiena mi dice che ho terribilmente bisogno di un giaciglio che non sia una radura di foglie secche terra e sassi, o l’umido manto d’erba ricoperto di brina autunnale che rende le nostre coperte ogni notte più fradicie.

La notte ci sorprende persi, legati l’uno all’altra dinanzi al fuoco che abbiamo acceso, guardia silenziosa dei nostri sogni non coscienti.

Anche se sono tra le tue braccia faccio fatica ad addormentarmi:  fruscii, versi di animali il cui rumore non avrei potuto immaginare neanche nei miei incubi mi tengono desta.

Mi concentro sul crepitio del fuoco: unico suono che mi dona un po’ di sicurezza.

Rannicchiata contro il tuo corpo, con il tuo braccio che mi cinge la vita e il calore del tuo respiro sul mio viso

Ho sognato la mia rabbia addormentata.

Di un uomo incapace di piangere, che marcia solo brandendo una scure a mozzar teste.

Di soldati che cadevano  sotto le mura, colpiti al cuore da armi invisibili.

Il cuore sanguina, ma la ferita non si vede…. i soldati si accasciano al suolo come fuscelli piegati dal vento: la terra diventa rossa.

Due stormi di corvi che arrivano quasi immediatamente e si posano sui soldati, ne beccano i resti. Un abito porpora benedice la scena ed è abbastanza da svegliarmi con il cuore in gola e il respiro affannato, stordita e impaurita mi rendo conto che è già giorno, il cielo è privo di nuvole, e l’aria di novembre mi taglia il viso.

Dove sei?

Mi copro il viso con le mani come se non volessi più guardare la scena che ancora si ripresenta ai miei occhi.

Il fuoco è oramai spento. Mi guardo intorno in cerca di te. Riappare il tuo sorriso che mi augura il buongiorno mentre finalmente il mio respiro torna regolare, scompare la tensione, medicata dai tuoi occhi a cui il timido sole del mattino dona una luce bellissima e dal tuo sguardo rassicurante.

Mele e strane bacche che non ho mai visto, hanno un colore acceso, cogliendo la mia perplessità mi dici che sono buone: particolarmente dolci…ma io ho una tentazione ben più diabolica a cui resistere.

Accarezzandoti il viso avvicino le mie labbra alle tue in cerca di quella sensazione di vertigine che mi colpisce allo stomaco ogni volta che ti bacio. Assaporo lentamente il gusto delle strane bacche.

Dimentico l’incubo che ho appena…vissuto.

Vorrei dirti di non lasciarmi mai, ma mi costringo al silenzio, il mio amore per te è così grande che piuttosto che obbligarti contro la tua volontà sceglierei di non esistere.

Chi si ama non ha bisogno di preghiere e implorazioni.

I dialoghi migliori avvengono nel silenzio.

Perché più forte  è il sentimento, più è il pudore che abbiamo di esso.

Ed è ancor più difficile esprimerlo lasciando spazio all’emozione che travolge.

 

Vita mia…

Verso Amsterdam…La mia rabbia addormentataultima modifica: 2011-04-04T00:20:00+02:00da stillfreeldb
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