Verso Amsterdam…Di Noi due

Cieli malinconici s’alternano a cieli sereni.

L’ennesima stanza di una locanda…

L’ennesima tinozza d’acqua bollente che mi attende…

L’ennesima lastra di metallo lucidato che riflette la mia immagine, che sembra sempre la stessa da quando siamo partiti, eppure io so che non  così.

Un rapido conto: siamo via quasi da due mesi oramai…. E mi sento ricca come non lo sono mai stata.

E’ mattina… seduto allo scrittoio alla luce di due candele imprime  la sua esperienza su pergamena… scrive a casa.

La veste da notte cade ai miei piedi, mi stringo nelle spalle, l’aria è quasi gelida nella stanza…. Lui è così preso da ciò che sta scrivendo che non credo si sia accorto che mi sono già immersa.

Quando finalmente sento che ogni parte del mio corpo è raggiunta dalla tanto desiderata sensazione di calore, chiudo gli occhi e ritorno sui miei passi.

Esploro la ricchezza acquisita fino a questo momento: i paesaggi che si sono susseguiti… dalle pianure, alle cime innevate più aspre….

I boschi d’autunno che giorno dopo giorno si sono spogliati sotto i nostri occhi, le ombre di fortezze e di rocce che si specchiavano a picco sui laghi…

Immense distese di viti su dorsi di colline…

Sparuti gruppi di case che preannunciavano l’arrivo ad una nuova meta, che a sua volta si trasformava subito in varco di passaggio momentaneo…

I borghi e i castelli che custodiscono al loro interno le vite di animali e abitanti…le  persone che abbiamo incontrato…i diversi sapori che abbiamo avuto la fortuna di provare…

L’infinita diversità del modo di concepire il rapportarsi con gli stranieri…le politiche proibizioniste e non, adottate per regolare i mercati… contee stracolme di eserciti e altre senza neanche l’ombra di un soldato.

Ho voglia di rileggere il diario che ho scritto fin’ora.

Quant’è preziosa la possibilità di fermare il tempo attraverso le parole su pergamena.

Decido di attirare la sua attenzione…

Sai che conservo ogni tua lettera?

Sorrido mentre lo osservo alzarsi dal vecchio scrittoio e venire verso di me con un’espressione divertita.

Tutti quei cartigli…immagino ti serviranno quando ci lasceremo

Adoro il suo modo di essere ironico.

Ha…Ha…

Si appoggia con le mani sul bordo della tinozza, mi guarda negli occhi…

Io voglio invecchiare con te

Quella sincerità che leggo palese nei suoi occhi, la dolcezza di quelle parole quasi sussurrate che escono dalle sue labbra delicatamente…la bellezza del suo viso quando assume quell’espressione seria, decisa, rassicurante…mi fanno sentire quasi completamente disarmata….dalla mia rimane solo una spontanea ironia.

Sì certamente, appena saremo tornati troverò una donna possibilmente molto brutta e molto vecchia che si occupi di te[

….Ha..Ha…

Per gioco assumo per un momento un atteggiamento altezzoso, mal nascondendo il desiderio che traspare dal mio sguardo.

Mi rannicchio ancor di più nella tinozza e sorridendo maliziosamente lo invito ad entrare.

Io credo che la lettera possa aspettare…

sei fortunato, l’acqua è ancora calda e ho bisogno di qualcuno che mi lavi la schiena…e tu… mi piaci, sei assunto….per oggi

La stanza si riempie delle nostre risa sommesse….non prenderci mai sul serio…fa parte di noi.

E se sei bravo, magari, potrei anche decidere di rinunciare alla governante necessariamente brutta e vecchia

La ricchezza che ho acquisito in questo viaggio e null’altro avrebbe un senso se non ci fossi stato tu al mio fianco.

Verso Amsterdam…Di Noi dueultima modifica: 2011-04-08T16:44:42+02:00da stillfreeldb
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