Arrivo a Amsterdam-Inquietudine: l’arrivo in convento

Quando sono arrivata qui, ho immaginato i miei giorno diversi.

Ho immaginato un luogo diverso.

Mentre salivo la scalinata che mi avrebbe condotto al mio frugale giaciglio, con la coda dell’occhio ho visto una strana oscurità. Ho chiesto dove portasse quella strana oscurità, mi è stato risposto che se volevo rimanere in quel luogo in pace, mi sarei dovuta assolutamente tenere lontana da lì.

Maledetta curiosità. Se proibisci ad un bimbo di fare una qualsiasi cosa, stai sicuro che lo farà.

Mi tornano alla mente i momenti in cui mi prendi in giro per via della mia curiosità.

Passeggio nel chiostro, mani giunte dietro la schiena. Il mio pensiero  fisso sull’immagine delle scale che scendono verso l’oscurità. Sapere cosa c’è lì sotto in pochi giorni si è tramutata in ossessione.

Vita mia, perdonami se ho deciso di allontanarmi per un po’.  Per qualche strano motivo ho cominciato a detestare cosa sono stata e cosa sono. Se non sto bene in mia compagnia, non posso stare bene con nessun altro.

Arrivo a Amsterdam-Inquietudine: l’arrivo in conventoultima modifica: 2011-04-11T11:06:19+02:00da stillfreeldb
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