Arrivo a Amsterdam-In convento…Il travestimento

Tunica nera …..veletta bianca.
Così conciata forse non mi riconosceresti neanche tu.
Questa veste mi soffoca, e mi viene in mente che la madre badessa ne ha una che sembra decisamente più pesante di questa che sono riuscita a trafugare dalla zona lavanderia.
Mi ci sono trovata per caso, in una delle mie passeggiate esploratrici.
Di giorno questo posto è un centro in continuo fermento.

Ed ora che di nuovo tutto tace mi preparo a scendere.
Così conciata non mi riconoscerei neanche io…e speriamo che quando sarò lì il mio travestimento sortisca lo stesso effetto in caso di estrema difficoltà.
Ho fantasticato molto su ciò che ho visto…per trascorrere più velocemente il tempo che mi divideva da questo momento.
Stavolta però il corridoio in fondo alle scale è totalmente immerso nell’oscurità.
Solo la fiamma della mia torcia che illumina passo dopo passo.
Noto che ci sono altre porte.
Il cuore mi batte così forte che mi decido a tirare un respiro profondo, non voglio che mi ritrovino morta con una veste da monaca addosso.
Non riesco ad orientarmi, non riesco a capire quale sia la porta che mi separa da quell’immensa biblioteca che avevo intravisto.

Un rumore sinistro attira la mia attenzione…spero che sia solo un topo…non riesco a capire da dove provenga. Altri due passi, di nuovo quel rumore…ma sembra che provenga da dietro le mie spalle…che qualcuno stia scendendo? Velocizzo il passo, lascio che l’ansia di nascondermi mi guidi. Spingo una delle porte, è fortunatamente aperta e oramai senza più respiro la richiudo delicatamente. Mi sento come una ladra.

“Devi aver perso la brocca” non faccio che ripetermi.

Quando la sensazione di essere seguita mi abbandona mi guardo intorno: ringrazio il cielo per la torcia che mi permette di capire che mi trovo in una sala simile a quella che avevo già intravisto. Uno scriptorium. Ma da che ne sapevo io, gli scriptorium sarebbero dovuti essere luoghi pieni di luce, non grandi sale sotterranee.
Ciò non può far altro che aumentare la mia curiosità.
Mi trovo davanti ad un lungo tavolo rettangolare, ai cui lati vi sono due enormi scaffali, uno stracolmo di libri, l’altro competamente invaso da pergamene arrotolate, di ogni dimensione. Mi sposto lateralmente, voglio vedere cosa c’è dietro lo scaffale di libri: altri scaffali identici….e dalla parte opposta, altri scaffali sommersi da pergamene.
Non so, non oso immaginare quanto sia grande questa sala….il soffitto è molto alto, cosa che non si immaginerebbe mai basandosi sulla grandezza della porta.
Sono circondata da copie e copie de “I libri delle virtù”.
Com’è giusto che sia in un abbazia aristotelica.
Sul tavolo ci sono i soliti mozziconi di candele, spenti, un cumulo di pergamene, penna, calamaio e un grande libro aperto, riempito di parole fino a metà.
Ne sfioro alcuni alla mia altezza sullo scaffale, ne prendo uno a caso. E’ più piccolo, si direbbe una miniatura, e finemente rilegato.
Dunque, fin qui, nulla di strano. Amanuensi. Copiano testi sacri.
La domanda che mi tormenta però è sempre la stessa, fino a quando leggo una delle pergamene accanto al grande libro aperto:

Index librorum prohibitorum

Raccoglie una serie di titoli…sono tantissimi, se provo a leggere mi si incrociano gli occhi. Tutto è scritto con una calligrafia precisa e ordinata, fitta. Guardo il titolo del libro che ho appena sfilato e ho posato qui sul tavolo davanti a me.

codexregiuscopia.png

 

….la polvere mi inonda le narici. Mi guardo intorno e esamino l’indice, per confutare la presenza di quel titolo tra i proibiti.
Ci…Cm…Co…Codex…Diamine, questo viene con me. Non mi vesto da monaca per tornarmene da te a mani vuote. Lo infilo sotto la veste e lo stringo a me. Sono sicura che di una copia possono benissimo fare a meno…ma è meglio che mi sbrighi a lasciare questo posto.

Arrivo a Amsterdam-In convento…Il travestimentoultima modifica: 2011-04-23T11:31:09+02:00da stillfreeldb
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